Terapie Standard

La terapia del tumore al polmone è diversa a seconda del tipo istologico, delle caratteristiche biologiche e dell’estensione.

Il microcitoma polmonare (o carcinoma a piccole cellule) fatte rare eccezioni, non viene mai trattato con la chirurgia in quanto la malattia è già estesa al momento della diagnosi, anche quando gli esami radiologici sembrano non documentare la presenza di localizzazioni a distanza. Il microcitoma è una malattia molto aggressiva e rappresenta una delle poche URGENZE ONCOLOGICHE.

Nelle forme limitate al torace, la chemioterapia con platino (carboplatino o cisplatino) associato al vepesid è il trattamento di riferimento.
In queste forme, alla chemioterapia si aggiunge la radioterapia sul torace. Il trattamento concomitante radiochemioterapico è considerato superiore rispetto alla chemioterapia seguita da radioterapia.

Generalmente è preferibile iniziare la radioterapia concomitante alla chemioterapia al più presto possibile. In genere dopo 1 massimo 2 cicli di chemioterapia si aggiunge la radioterapia. Il numero di cicli di chemioterapia solitamente non supera i 4 cicli.
Al termine della chemioradioterapia è raccomandato un trattamento radioterapico anche sull’encefalo, allo scopo di ridurre il rischio di ripresa cerebrale. Il cervello è infatti, purtroppo, una sede frequente di diffusione di malattia.
Nelle forme estese il trattamento standard è la chemioterapia da sola. Sono raccomandati 4-6 cicli massimo di chemioterapia con platino (carboplatino o cisplatino) associato al vepesid. In caso di beneficio è raccomandata una radioterapia preventiva sull’encefalo.

Purtroppo nel microcitoma, dopo un’eccellente risposta iniziale, la malattia può recidivare. Questo avviene invariabilmente nelle forme avanzate, mentre una piccola quota di pazienti con malattia localizzata al torace, circa il 20%, ha un controllo a lungo termine (ovvero oltre i 5 anni).
Il carcinoma polmonare non a piccole cellule nelle forme più precoci viene trattato con l’intervento chirurgico, che consente di ottenere una guarigione in un alta percentuale dei casi. Tuttavia, poiché alcuni pazienti possono avere una recidiva della malattia, per aumentare le possibilità di guarigione, può essere opportuno effettuare un trattamento chemioterapico post-chirurgico a scopo precauzionale, eventualmente seguito anche dalla radioterapia sul torace. Qualora la chemioterapia sia necessaria, il trattamento di riferimento è una chemioterapia basata sul cisplatino, per una durata di 4 cicli.

Il capitolo più controverso è quello relativo alla terapia delle forme tumorali in cui il chirurgo non può più intervenire ma non sono ancora presenti metastasi. Queste forme sono definite “localmente avanzate” e la terapia standard è la chemioradioterapia concomitante. Solo pochi centri in Italia propongono questo trattamento che tuttavia è quello che assicura le maggiori possibilità di cura.
E’ estremamente importante che il paziente chieda al radioterapista la finalità del trattamento e chieda delle spiegazioni su eventuali riduzioni di dose. Un trattamento a dosi ridotte può compromettere la possibilità di cura.

Nella malattia avanzata la chirurgia e la radioterapia hanno un ruolo marginale e sono riservate a casi particolari o in caso di sintomi (ad esempio il dolore può beneficiare della radioterapia).
Il trattamento di riferimento è la terapia medica con farmaci biologici per quei pazienti che hanno delle caratteristiche particolari, come la mutazione di EGFR o la traslocazione di ALK, mentre la chemioterapia purtroppo rimane il trattamento di riferimento per la maggior parte dei casi. Sono molti i farmaci in corso di sviluppo e l’obiettivo attuale è eliminare il trattamento chemioterapico. Benché tale obiettivo sia ancora lontano, i nuovi farmaci biologici e la moderna immunoterapia stanno progressivamente offrendo nuove possibilità.